Allarme per gli stili di vita dei giovani

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Aumenta l’utilizzo degli smartphone, un terzo non se ne stacca neppure di notte, cresce il consumo di alcolici nel fine settimana, si diffonde l’uso delle sigarette elettroniche e preoccupa la predisposizione alla ludopatia.

Emergono inoltre segnali di allarme legati all’uso e abuso di psicofarmaci, all’incremento del consumo di Energy drink e a una ridotta pratica dell’attività sportiva.

 È questa la fotografia che emerge dall’indagine sugli stili di vita di 3.777 studenti e studentesse genovesi, di età compresa tra i 9 e i 24 anni, contenuta nel Report 2025-2026 realizzato dal Dipartimento Corretti Stili di Vita e Programmi di Comunità di ATS-ASL3, diretto dal dottor Gianni Testino, con la referente della funzionalità dipartimentale Patrizia Balbinot.

L’indagine è stata realizzata nell’ambito degli incontri di Educazione ai Corretti Stili di Vita promossi negli istituti scolastici della provincia di Genova e ha coinvolto complessivamente 20 scuole, 3.777 studenti (2.051 femmine) e 180 docenti.

“I dati che emergono da questa indagine ci consegnano una fotografia delle nuove fragilità che interessano le giovani generazioni e rappresentano un richiamo all’azione per tutte le istituzionisottolinea Massimo Nicolò Assessore regionale alla Sanità –Come Regione Liguria crediamo che la prevenzione sia il primo investimento per la salute dei cittadini e sosteniamo con convinzione i programmi di educazione ai corretti stili di vita promossi da ATS-ASL3, perché è tra gli 8 e i 13 anni che si costruiscono la consapevolezza e la capacità di compiere scelte responsabili. Il coinvolgimento di scuole, famiglie e comunità locali è fondamentale per offrire ai ragazzi strumenti concreti per crescere in modo sano e consapevole”.

L’indagine non può che stimolare alla riflessione un ente di promozione sportiva come il CSI che da sempre, oltre all’attività sportiva in sé, promuove valori educativi e corretti stili di vita.

La ricerca ha evidenziato che lo sport può prevenire molti comportamenti a rischio ma che è anche poco ” accessibile” considerando che la percentuale dei giovani che lo praticano regolarmente è del 30% ma in lieve calo rispetto all’ultimo rilevamento.

Uno degli elementi più significativi emersi dall’indagine della ASL 3  riguarda il fatto che un numero rilevante di ragazzi mette in atto comportamenti a rischio o utilizza sostanze al di sotto dell’età consentita, evidenziando una diffusa esposizione a comportamenti illegali e potenzialmente dannosi per la salute.

“L’attività di prevenzione deve essere continua e ripetuta nel tempo – spiega il dott. Gianni Testino Direttore del Dipartimento Corretti Stili di Vita e Programmi di Comunità di ATS-ASL3 –. La nostra esperienza dimostra che gli interventi più efficaci sono quelli realizzati tra pari e avviati precocemente, nella fascia di età compresa tra gli 8 e i 13 anni; secondo alcuni autori sarebbe opportuno iniziare addirittura dalla scuola dell’infanzia”.

Tra gli strumenti educativi adottati rientra il modello decisionale DECIDE, che aiuta gli adolescenti ad affrontare situazioni concrete legate all’uso di sostanze o ad altri comportamenti a rischio, guidandoli nell’analisi delle alternative, nella valutazione delle conseguenze e nella scelta delle decisioni più favorevoli alla salute e al benessere.

 


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