La Giornata dei Diritti dei Bambini

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Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei Diritti dei Bambini, nata per ricordare l’importanza della tutela dei minori e difenderli da ogni forma di abuso.

Un’occasione per promuovere campagne di informazione e per rafforzare politiche sociali a loro favore, garantendo un futuro più equo ed inclusivo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio ha sottolineato che violenze, sfruttamento, tratta, condizioni di schiavitù, continuano a colpire milioni di bambini in tutto il mondo, situazioni aggravate dalle emergenze umanitarie e dall’aumento dei conflitti.

Un richiamo, quello del presidente Mattarella, che riguarda anche l’Italia dove ci sono troppe situazioni di abbandono, fragilità e marginalità, che non possono essere ignorate: è necessaria una responsabilità collettiva per ascoltare, comprendere e proteggere i bambini, ricordando che la sofferenza di un minore rappresenta una sconfitta per tutta la comunità nazionale.

In contemporanea con la Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini è stata presentata “Vivere da adolescenti in Italia”, una articolata inchiesta promossa da Con i Bambini e realizzata da Demopolis, nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa.

Sfiducia nel futuro, meno opportunità rispetto a quelle che hanno avuto i loro genitori ed il timore, per due ragazze su tre, di essere molestate sessualmente o vittime di bullismo: è quanto emerge da un’indagine accurato che ha raccolto voci ed inquietudini di chi si sente sempre meno ascoltato.

Oltre il 60% dei ragazzi intervistati, dai 14 ai 17 anni, dice di passare la maggior parte del tempo libero a casa e vorrebbero che il loro quartiere avesse un maggior numero di spazi di aggregazione.

L’Italia è un paese molto vecchio, tra quelli con più anziani al mondo, e gli adolescenti sono consapevoli di avere il peso di essere minoranza: chiedono protagonismo, socialità, amore e cura del proprio benessere psicologico.

Oltre un terzo degli adolescenti, il 35%, dice di non praticare alcuna attività sportiva e fisica, il 48% fra le ragazze: percentuali che crescono ancora di più nelle aree più disagiate del Paese.

Sono dati drammatici che non possono non interrogare anche un ente di promozione sportiva come il CSI che ha nella sua “mission” da sempre una finalità inclusiva e di aggregazione.

Centro Sportivo Italiano che a livello regionale ligure sta per avviare un importante progetto proprio con l’impresa sociale Con i Bambini

Se nel 2019 il 32% dei ragazzi intervistati non aveva mai sentito parlare di povertà educativa minorile, oggi il 64% sa di che cosa si tratta.

 

 

 


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