Riconoscimento per oratori e centri estivi

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Entro nove mesi il governo dovrebbe adottare uno o più decreti attuativi in materia di educazione non formale per i minori: una iniziativa a beneficio soprattutto di oratori e centri estivi, che è un significativo passo avanti per un loro vero riconoscimento giuridico, considerando che si occupano con competenza e professionalità della crescita di bambini e ragazzi.

Lo stabilisce il disegno di legge numero 1766 approvato il 21 luglio dal Senato, prima firmataria Elena Bonetti di Azione, che, nonostante il clima politico teso, è stato approvato in maniera bipartisan, tranne l’astensione del M5S, preoccupato di salvaguardare la natura pubblica e laica della funzione educativa.

Il provvedimento, composto da soli quattro articoli, era stato licenziato alla Camera il 22 gennaio scorso.

Per attuare la legge si prevede un finanziamento di 3.5 milioni di euro per il 2026,4 milioni per il 2027 ed un milione annuo dal 2028.

Ma la somma più ingente sono i 60 milioni di euro destinati solo ai centri estivi che dovrebbero restare strutturali ed anzi si pensa di incrementare.

L’obbiettivo è quello di creare una vera rete sul territorio fra amministrazioni locali, associazioni culturali e sportive, enti del Terzo Settore ed oratori per combattere la povertà educativa che si può manifestare in modo molto marcato quando a giugno terminano le lezioni scolastiche.

“Questa legge delega riconosce finalmente il ruolo sociale degli oratori anche dal punto di vista amministrativoafferma don Riccardo Princerato Direttore Servizio Nazionale Pastorale Giovanile CEI-e consente agli enti ecclesiastici di dialogare con la Pubblica Amministrazione con gli strumenti della coprogettazione e co programmazione. Una iniziativa che dà valore a ciò che fanno le 25.000 parrocchie presenti su tutto il territorio italiano. Si può creare davvero una proficua alleanza a beneficio delle nuove generazioni”.

Il cuore della legge è l’articolo 2 che prevede priorità per l’accesso ai servizi per le famiglie numerose, per quelli con figli diversamente abili.

Le iniziative potranno svolgersi presso scuole, centri estivi, servizi socio- educativi territoriali e centri ricreativi, anche attraverso accordi fra comuni limitrofi.

 

 


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