Un docufilm per ricordare don Massa

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Venerdì 14 novembre nell’ambito del progetto “Il Civico Giusto”, presso il Museo dell’Emigrazione Italiana in Piazza della Commenda a Genova, è stata ricordata la figura di don Lorenzo Massa, il sacerdote salesiano che nel quartiere Boedo di Buenos Aires in Argentina trasformò l’oratorio S. Antonio de Padua in un importante punto di riferimento educativo per i giovani, mettendo loro a disposizione, togliendoli dalla strada dove uno aveva rischiato di morire travolto da un tram mentre inseguiva un pallone, un campetto per giocare a calcio.

Da quel gruppo di adolescenti nacque nel 1908 il Club Atletico San Lorenzo de Almagro, che diventerà la quinta squadra più titolata del Paese dopo Boca Juniors, River Plate, Indipendente e Racing Club: una squadra, con i colori sociali rosso e blu che richiamano quelli del mantello di S. Maria Ausiliatrice, del quale era sostenitore Papa Francesco.

Don Lorenzo Massa, venuto al mondo nel 1882 a Buenos Aires, ha origini liguri: il padre, si chiamava anche lui Lorenzo, era nato mel 1832 a S. Ilario, allora comune autonomo, mentre la madre, Margherita Scanavino, era originaria di Castiglione Chiavarese.

Sembra che i genitori emigrarono in tempi diversi in Sud America conoscendosi in Argentina.

Al convegno hanno partecipato fra gli altri il presidente del MEI Paolo Masini, il presidente di Sonio Liguria Ets Andrea Pedemonte, il Rettore Maggiore dei Salesiani, undicesimo successore di Don Bosco, don Fabio Attard.

Momento più significativo della mattinata la proiezione del bellissimo docufilm “ Ahi vienen los cuervos!”( Arrivano i corvi!): il titolo si riferisce a come venivano chiamati dagli abitanti degli altri quartieri i ragazzi che venivano a giocare a pallone accompagnati da don Lorenzo che indossava una lunga tonaca nera.

“Lo sport ha avuto e continua ad avere uno spazio fondamentale nei progetti educativi dei salesiani nel mondo. E’ un momento per creare spazi di umanità dove i giovani godono dell’attualità ma contemporaneamente costruiscono la loro personalità ed il loro carattere. E’ quasi sempre un’esperienza non solitaria ma di squadra- dice don Fabio Attard-bisogna giocare e coordinarsi con gli altri, aspettare i propri tempi, gestire i fallimenti se i risultati cercati non arrivano”.

Nella sala convegni del Museo MEI c’era anche don Sergio Pellini, direttore dell’Istituto Don Bosco di Sampierdarena, la realtà salesiana con la quale il Centro Sportivo Italiano ha consolidati rapporti proficui da molti anni organizzando parecchi eventi in sinergia e condivisione di intenti.

“Lo sport offre una opportunità unica ai nostri ragazzi, quando hanno educatrici ed educatori attenti e sani, di crescere E ’un grande spazio di espressione libera. Soprattutto oggi in certi contesti ambientali difficili basta un cortile- sottolinea don Fabio Attard– è sufficiente uno spiazzo per vivere appieno una bellissima esperienza”.

Al pomeriggio presso la chiesa di Sant’Ilario è stata scoperta una targa “parlante”: inquadrando il QR Code si può ascoltare tutta la storia.

Nel 2025, anno del Giubileo e dei 150 anni della prima missione salesiana, questa iniziativa si pone l’obbiettivo di rendere omaggio ad un legame molto profondo fra Liguria ed Argentina.

E ’un progetto finanziato da Regione Liguria e realizzato in collaborazione con il Club Atletico San Lorenzo de Almagro ed Italea Liguria che ha svolto le difficili ricerche genealogiche sui genitori di don Lorenzo Massa.

 

 

 

 

 


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