Gli allenatori devono essere qualificati

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Il tema della formazione di tecnici ed allenatori è materia delicatissima da affrontare con estrema cautela ma, contemporaneamente, con alcuni punti fermi insindacabili.

Limitiamoci al calcio, lo sport più popolare del Paese ed uno dei più diffusi al mondo: tutti pensano di saperne abbastanza per giudicare cosa avviene in campo.

 

Con un’espressione un po’ abusata e retorica, ma rispondente al vero, in Italia ci sono 50 milioni di commissari tecnici.

Il problema non è tanto e come, se non in ambito sociologico o culturale, milioni di persone giudicano la squadra del cuore o la nazionale azzurra, ma quando dalle panchine centinaia di allenatori gestiscono soprattutto ragazzi e bambini.

Da qui nasce l’esigenza di una formazione che sia efficace non solo dal punto di vista tecnico, tattico, delle metodologie di allenamenti, ma anche da quello psicologico, con la capacità di saper coordinare un gruppo dove ci sono tante differenze.

In Italia da questo punto di vista siamo lontani anni luce purtroppo non solo dalle nazioni calcisticamente più evolute ma il divario si fa significativo anche con quelle che fino a poco tempo fa, con spocchiosa sufficienza, definivamo “emergenti “.

La terza possibile esclusione consecutiva dai campionati mondiali di calcio non sarebbe colpa di un “destino cinico e baro”, della FIFA che “favorisce l’Africa e l’Asia” ma di un sistema farraginoso, antiquato, auto referenziale che dalla base non può che portare effetti nefasti fino al vertice.

E’ un problema che riguarda soprattutto la Federazione ma che anche il Centro Sportivo Italiano deve parsi: un ente che da 80 anni ha nel suo DNA l’obbiettivo di occuparsi di sport di base senza l’assillo dei risultati internazionali da ottenere.

Una formazione corretta, basata su format scientifici è inderogabile soprattutto perché gli allenatori interagiscono durante la settimana e nei week end con bambini e ragazzi che le famiglie affidano loro con fiducia.

E’ questo il succo dei corsi che periodicamente vengono organizzati: domenica scorsa in presenza presso la palestra dell’ASD La Salle al Carmine a Genova era in programma una lezione teorica ed una pratica.

“Abbiamo bisogno di adulti che siano guide consapevoli, purtroppo siamo in un periodo in cui non possiamo improvvisare e bisogna partire sempre da un rapporto empatico con i giovani- dice Daniele Tacchini Formatore CSI Nazionale-Il modello dei nostri momenti formativi prevede un numero di ore non eccessivo dove cerchiamo di condensare le nozioni più importanti”.

Il corso prosegue con un appuntamento online il 19 novembre alle ore 20.30 con Marco Arscone, formatore CSI Liguria e CSI Nazionale: si parlerà di psicologia dello sport.

Infine, ancora in presenza, domenica 23 novembre, presso l’impianto sportivo dell’ASD La Salle, dalle 10.00 alle 15.30 il formatore del CSI Nazionale Paolo Pichi porterà esempi pratici delle capacità motorie applicate al gioco del calcio a livello giovanile.

La qualifica di allenatore è obbligatoria ai sensi della nuova legge che regola il lavoro sportivo e per le comunicazioni che le società devono inviare al RASD- Registro Associazioni Dilettantistiche.

 

 

 

 


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