Marta Costa ai Mondiali di Kick Boxing

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Le Olimpiadi hanno il grande merito di far conoscere all’opinione pubblica molti sport che non finiscono quasi mai sotto i riflettori dei media.

Spesso ci esaltiamo anche per le medaglie conquistate da atleti mai sentiti nominare prima, che riescono ad ottenere straordinari risultati dopo anni di sacrifici.

E’ una di queste atlete Marta Costa,25 enne genovese, che dopo aver vinto il titolo italiano Federkombat lo scorso maggio a Roma nella categoria 65 kg-1, è stata convocata per il collegiale  della nazionale in previsione dei prossimi mondiali che si svolgeranno, ad ottobre, ad Jesolo.

Visto il periodo non facile, anche per la difficoltà nel potersi allenare e quindi nel trovare i giusti stimoli, è ancora più esaltante il traguardo raggiunto da Marta.

Una splendida notizia che arriva nei giorni in cui a Tokyo il comitato esecutivo olimpico (CIO) ha dato pieno riconoscimento alla WAKO, aprendo  più di “una porta” alla kickboxing nel palinsesto dei futuri Giochi.

“Probabilmente questa disciplina sportiva ci sarà non nelle prossime Olimpiadi  a Parigi ma in quelle successive, un tempo un po’  lontano ,dal mio punto di vista, ma la speranza per parteciparvi è comunque un bel sogno. Mi sono avvicinata alla kickboxing quasi per caso, tre anni fa, per migliorare la mia condizione fisica-dice Marta Costa– e i risultati sono stati assolutamente inaspettati. Il mio coach Marco Boz ha avuto subito tanta fiducia in me, mi ha spronata gara dopo gara , che vincevo quasi senza rendermene conto, fino all’incredibile titolo italiano e alla convocazione per i prossimi mondiali “.

Marta Costa si allena ormai da 4 anni presso la palestra  della Asd La Dama Kombat, società  affiliata al Centro Sportivo Italiano.

Il 70% di chi frequenta la nostra palestra sono donne che vengono con le più svariate motivazioni-dice il Direttore Tecnico Marco Boz-nessuna pensa subito ad eventi agonistici, è uno sbocco successivo. Atlete come Marta si allenano 5 volte la settimana. La kickboxing è considerato, a torto, uno sport violento. Certo c’è contatto fisico ma le cose che si imparano subito sono il senso di disciplina, il rispetto rigoroso delle regole e dell’avversario”.

Oltre alla kickboxing sul ring, contatto pieno, quella praticata da Marta Costa, esiste la Kick-Light,  sul tatami.

“ E’ una disciplina introdotta una decina di anni fa nell’ambito dell’attività internazionale della  WAKO. Qui i contatti sono molto meno duri-sottolinea Marco Boz– e questa modalità, che non prevede un K.O ma solo la vittoria ai punti, ha sicuramente un numero di praticanti maggiore, soprattutto fra le donne”.

Nella palestra in via S. Bartolomeo Degli Armeni, vicino a Piazza Corvetto, si pratica anche Savate  ma la Asd La Dama Kombat ha una grande tradizione soprattutto per la kickboxing femminile: nelle ultime 3 edizioni dei campionati  mondiali ed europei WAKO infatti c’erano ben 2 atlete diverse della società genovese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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